Gallery Listening
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27Nov, 2021

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EXHIBITION: Come il vento – sopra un SH
AUTHOR: Marco Architetto
CURATOR: 2LAB e Aitho Entertainment
SPACE: 2LAB
DATE: 28 novembre – 10 dicembre 2021
VISITING HOURS: LUN-VEN 17.00-19.00 | SAB: 11.00-13.00 e 17.00-19.00
VERNISSAGE: 28 settembre 2020 17.00-21.30 h

Vi aspettiamo domenica 28 novembre, dalle ore 17.00 per la prime Gallery Listening
SUN di Marco Architetto in esposizione nel nuovo spazio di 2LAB.

GALLERY LISTENING:
Ideato da Aitho Entertainment e 2LAB, è il nuovo format di eventi pensato per gli amanti della cultura contemporanea tout court in uno spazio, quello di 2LAB, in grado di dar vita a nuove forme di dialogo tra sfere di creatività diverse.

Durante le session sarà centrale l’incontro tra forme creative: sperimentazione sonora e progetti di artisti emergenti, e non, nel campo delle arti visive. Nel primo caso, il fine sarà quello di sondare le connessioni che le persone hanno con la musica e il profondo impatto che questa genera su ognuno di noi, valori che Aitho ha sempre voluto perseguire negli anni; nel secondo caso, verranno presentati artisti che rispondono alle esigenze delle dinamiche contemporanee con rinnovato interesse e partecipazione, sperimentando attraverso materiali e supporti.

L’idea è quella di mettere in gioco nuove modalità di vivere l’esperienza galleristica, generando incontri proficui, per gli artisti e i fruitori, in uno spazio unico ed irripetibile per il visitatore e per le opere.

La scelta curatoriale è puntuale: lasciare che le opere si intersechino attraverso i sensi, creando nuove forme e significati. Il preciso scopo è creare un dialogo tra chi sperimenta con la musica e chi lo fa attraverso le arti visive, dove il ritmo dell’uno si incastra con il messaggio dell’altro.
Per godere, in fin dei conti, attraverso le conversazioni con gli ospiti, dell’importanza che la condivisione culturale può generare.

L’obiettivo finale del progetto è quello di dimostrarsi luogo flessibile, inclusivo e accessibile a tutti; un’officina di linguaggi contemporanei e un ambiente aperto alla multiculturalità̀ dove le persone possano incontrarsi per passare del tempo e scambiare impressioni, esperienze e progettualità.

SUN:
«Sono sempre stato affascinato dagli indumenti esposti all’aperto, abbandonati per intere giornate sotto raggi solari incandescenti, esposti nelle bancarelle dei souvenir shop oppure stesi sui balconi».

Da questa osservazione si genera l’idea di usufruire del concorso di agenti esterni per modellare la materia, concepita essenzialmente quale mezzo espressivo. È esattamente questo aspetto di lento deterioramento del tessuto il cardine della mia ricerca, riscoprire l’autentica naturalezza del “banalissimo” scorrere del tempo.

Catturare il tempo lasciando che il sole si distenda sul tessuto con la voluttuosa calma del processo naturale

Sin dall’origine del Mondo è il sole l’elemento che riscalda la terra e scandisce lo scorrere del tempo, attorno al quale tutto ruota. La volontà sta nel mantenere lo stesso “principio eliocentrico.

L’AUTORE:
Marco Architetto (b. Milano, 1988; vive e lavora a Milano) è un designer di stampe per tessuti da anni operativo nell’ambito dell’ Alta Moda.
A seguito di numerose esperienze professionali in tutta Europa, Marco sviluppa ed articola la propria creatività all’interno del settore delle Arti Grafiche, ed è appunto tramite l’approfondimento di alcuni aspetti legati al suo mestiere e gli studi accademici che si genera la necessità di maturare un’espressione in ambito artistico.
Sono tuttavia i numerosi viaggi in diversi Paesi a fornirgli l’input essenziale che lo spinge ad ideare le sue prime opere. Decisive a tal proposito le tappa in Asia, dove il sole e la luce accecante regnano quali protagonisti indiscussi. Girando per le città rimane affascinato dagli indumenti esposti all’aperto sulle bancarelle dei numerosi souvenir shop, abbandonati per intere giornate sotto raggi solari violentemente incandescenti. Da questa osservazione si genera l’idea di usufruire del concorso di agenti esterni per modellare la materia che viene concepita essenzialmente quale mezzo espressivo. E’ esattamente questo aspetto di lento deterioramento della materia il cardine della ricerca concettuale dell’artista, che si trova a riscoprire l’autentica naturalezza del “banalissimo” scorrere del tempo. Tramite il suo iter creativo il tessuto assorbe ed ingloba l’essenza stessa del tempo, il quale, in rapporto allo spazio, definisce la creazione armonica di queste opere. La società nella quale viviamo ci sottopone a ritmi di vita estremamente frenetici, esasperando il concetto di tempo ed efficienza. Ci troviamo costantemente proiettati verso un traguardo lontanissimo che fatichiamo a raggiungere, creandoci aspettative che soddisfano un modello di vita connotato da una feroce competizione. Uno sforzo ancora maggiore è contrastare socialmente e concretamente questa società che ci ha resi totalmente passivi tramite il progresso tecnologico e la digitalizzazione. Ma è tuttavia possibile tentare di contrastarla concettualmente, attraverso un’operazione artistica che vada a sradicarne le basi. E’ proprio questo l’intento di Architetto, quello di catturare il tempo lasciando che sulle sue tele sia impressa e si distenda la voluttuosa calma del processo naturale, in modo che il lusso di godere del semplice scorrere del tempo, ormai quasi totalmente sparito dalla società occidentale, sia almeno custodito nei suoi lavori.
Questo concetto si ricollega velatamente ad On Kawara nelle sue Today Series, tele sulle quali è semplicemente dipinta la data odierna ed è quindi impressa su di esse, attraverso cifre numeriche, la testimonianza del tempo che scorre. Allo stesso modo nelle opere di Marco i raggi solari imprimono sul tessuto, tramite il fenomeno dello scolorimento, lo stesso evidente segno dell’inesorabile passare di secondi, minuti, ore e giorni.
Di fondamentale importanza nel lavoro dell’artista è anche l’elemento della ritualità. Prima di essere esposto all’azione del sole per un preciso lasso di tempo, il materiale viene collocato in una determinata posizione e viene posata sopra di esso una struttura metallica, attraverso la quale i raggi solari, penetrando e deteriorando il tessuto, creano delle aree scolorite che seguono il disegno e le forme della griglia. Anche se è la luce a fare il suo corso ed a forgiare così la superficie della tela, l’artista collabora scegliendo le tempistiche di esposizione al sole e quindi partecipando attivamente al risultato. Questa scelta implica un’interazione armonica tra Uomo e Natura, la volontà di istituire un nobile sodalizio che culmina con la plasmazione di un’opera.
Tale atto rappresenta l’esigenza vitale dell’artista di avvicinarsi fisicamente all’ambiente circostante, di toccarlo, di modellarlo, di fondersi con esso.
Riguardo la concreta realizzazione delle sue opere, l’artista predilige l’installazione in spazi inutilizzati sia urbani che extraurbani e di cui la società non usufruisce, i quali perdono la loro classica funzionalità tramite la decontestualizzazione e la traslazione in ambito artistico. Luoghi inattivi e trascurati divengono vitali e addirittura basilari per la sua ricerca creativa.
Sin dall’origine del Mondo è il sole l’elemento che scandisce lo scorrere del tempo ed attorno al quale tutto ruota. Nelle opere di Marco si mantiene lo stesso “principio eliocentrico”, in quanto il materiale utilizzato viene alterato dalla forza smisurata dei raggi solari e viene privato della propria essenza primaria tramite l’acquisizione di nuove e differenti caratteristiche.
L’azione artistica di Marco si ricollega senza dubbio all’Arte Povera, in particolar modo nell’utilizzo di determinati materiali, ma si concentra maggiormente sul concetto di “rifugio”, di fuga vera e propria dai meccanismi della società, al fine di riscoprire una sorta di remoto Eden, nel quale è soltanto la luce del sole a scandire lo scorrere del nostro tempo. Il lavoro dell’artista non si propone tanto di muovere una critica spudorata nei confronti di una società esasperante, quanto invece di scovare una sorta di escamotage concettuale per evitarli almeno idealmente, nonostante sia ben consapevole della concreta difficoltà nel realizzare questo intento. L’opera arriva così davvero ad incarnare la sublimazione di un desiderio, il sogno di una realtà alternativa, costruendo una superficie che rispetta l’autenticità della natura del tempo.

AITHO ENTERTAINMENT:
E’ il collettivo catanese fondato nel 2018 allo scopo di promuovere la cultura in tutte le sue sfumature, eliminando il gap che, ancora in Italia, divide l’arte e le forme creative dalla musica, non classica o jazz, e dal clubbing. I progetti di Aitho hanno l’obiettivo di intersecare le arti visive con la musica, portando l’arte dentro i club e la musica nei luoghi culturali.